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Cointestatari, Coniuge e Garanti: Cosa Rischiano se Fai Sovraindebitamento?

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Sovraindebitamento
6 giorni fa
Tempo di lettura: 4 min

Quando si valuta una procedura di sovraindebitamento, una delle domande più frequenti non riguarda solo chi presenta la domanda, ma le persone che gli sono vicine. Se ho un conto cointestato con il coniuge, rischio anch'io? Se ho firmato da garante per il prestito di un figlio, cosa succede quando lui cancella i debiti? Sono domande legittime: una procedura avviata senza aver chiarito questi aspetti può creare tensioni familiari evitabili o, peggio, lasciare scoperto chi ha cointestato un conto o garantito un finanziamento. Vediamo cosa prevede davvero la legge.


Il principio di base: la procedura riguarda solo chi la richiede

Le procedure previste dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza — piano del consumatore, concordato minore e liquidazione controllata — sono procedure personali. Riguardano i debiti e il patrimonio di chi le presenta: non si estendono automaticamente a terze persone. Questo significa che, salvo i casi di debito condiviso che vedremo più avanti, la posizione di un familiare, di un cointestatario o di un garante resta distinta da quella di chi accede alla procedura.

In altre parole, il tribunale non decide nulla sui debiti di chi non ha presentato domanda: valuta solo la situazione economica e patrimoniale del richiedente, e solo i suoi debiti possono essere ristrutturati o, alla fine, cancellati con l'esdebitazione.


Il coniuge: comunione o separazione dei beni fa la differenza

Il regime patrimoniale scelto al momento del matrimonio incide sulla posizione del coniuge, ma non nel modo in cui spesso si teme.

  • In separazione dei beni, il coniuge non risponde dei debiti personali dell'altro, a meno che non abbia firmato personalmente il contratto, per esempio come cointestatario di un mutuo o co-firmatario di un prestito.

  • In comunione dei beni, i beni comuni possono in alcuni casi essere coinvolti per i debiti contratti nell'interesse della famiglia, ma questo dipende dalla natura del debito, non dal fatto che uno dei due coniugi presenti domanda di sovraindebitamento.

  • Il sovraindebitamento di un coniuge non cancella i debiti personali dell'altro: ciascuno resta responsabile delle proprie obbligazioni, salvo che il debito sia effettivamente comune.


I cointestatari di conto corrente, mutuo o finanziamento

Quando un conto, un mutuo o un prestito è cointestato, i titolari sono obbligati in solido nei confronti della banca o della finanziaria: il creditore può chiedere l'intero importo a uno qualsiasi dei cointestatari, indipendentemente da chi ha effettivamente utilizzato il denaro.

Questo ha una conseguenza importante: se solo uno dei cointestatari presenta domanda di sovraindebitamento e ottiene l'esdebitazione, il debito non si estingue per l'altro. La banca può continuare a rivolgersi al cointestatario che non ha avviato alcuna procedura, per l'intero importo residuo.

Prima di presentare domanda, in presenza di rapporti cointestati conviene verificare:

  • quali conti, mutui o finanziamenti sono effettivamente cointestati;

  • se anche il cointestatario si trova in difficoltà economica e potrebbe valutare a sua volta una procedura;

  • come la scelta di uno dei due di accedere al sovraindebitamento si riflette sui rapporti bancari comuni, ad esempio sulla gestione del conto cointestato.


I garanti e i fideiussori: il rischio più concreto

Il caso più delicato è quello della garanzia personale, tipicamente la fideiussione: chi firma una fideiussione si impegna a pagare il debito se il debitore principale non lo fa, indipendentemente da cosa succede a quest'ultimo.

L'esdebitazione del debitore principale, ottenuta ad esempio con un piano del consumatore o con una liquidazione controllata, non estingue automaticamente l'obbligazione del garante. Il creditore può quindi rivolgersi al garante per l'intero importo non pagato, anche se il debitore originario è stato liberato dai propri debiti residui.

Questo riguarda in particolare i prestiti o i mutui in cui un genitore ha fatto da garante per un figlio, o un familiare per un altro: la garanzia resta valida ed esigibile, a prescindere dall'esito della procedura del debitore principale.


Cosa succede davvero dopo l'esdebitazione

L'esdebitazione libera il debitore dai debiti residui nei confronti dei creditori della procedura, ma non produce effetto sui condebitori solidali e sui garanti, che restano obbligati per l'intero importo, salvo che anch'essi avviino una propria procedura di sovraindebitamento, se ne hanno i requisiti.

Per questo motivo, nei casi in cui esistono debiti cointestati rilevanti o garanzie familiari importanti, è opportuno valutare l'intero quadro, non solo la posizione del debitore principale: a volte la soluzione più efficace prevede una valutazione congiunta delle diverse posizioni coinvolte.


Come tutelare chi ti è vicino prima di presentare domanda

  • Parla chiaramente con cointestatari e garanti prima di avviare la procedura, spiegando cosa cambierà e cosa resterà invariato per loro.

  • Fai mappare con attenzione, insieme a un professionista, quali debiti sono realmente personali e quali condivisi o garantiti.

  • Se anche un cointestatario o un garante si trova in difficoltà, valuta se anche per lui ha senso una procedura di sovraindebitamento.

  • Rivolgiti a un OCC o a un professionista che possa inquadrare la tua situazione nel suo complesso, inclusi i rapporti con familiari e garanti, prima di scegliere la procedura più adatta.


Prima di presentare domanda di sovraindebitamento, capire con chiarezza quali debiti sono davvero tuoi, quali sono condivisi e quali effetti avrà la procedura sulle persone che ti hanno aiutato con una cointestazione o una garanzia è un passo che vale la pena fare con calma. Un primo check della tua situazione debitoria ti permette di partire con le idee chiare, prima di coinvolgere chiunque altro.



 
 

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