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Piano del Consumatore: Come Ristrutturare e Ridurre i Debiti Senza Vendere Tutto

  • Immagine del redattore: Sovraindebitamento
    Sovraindebitamento
  • 22 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

In breve: il piano del consumatore — il cui nome tecnico è piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67-73 del Codice della Crisi) — permette a chi si è indebitato per ragioni personali o familiari di proporre un piano di rientro su misura: rate sostenibili, dilazioni e perfino la riduzione (falcidia) dei debiti. Il vantaggio decisivo? Non serve il voto dei creditori: a decidere è il giudice, che omologa il piano se è sostenibile e conveniente. È l'unica procedura non liquidatoria pensata su misura per il consumatore.

In pratica, è lo strumento che consente di rimettersi in pari senza dover liquidare tutto — spesso conservando la casa. Ecco come funziona.

Cos'è il piano del consumatore

È una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento riservata al consumatore. Il debitore, con l'aiuto di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), propone al Tribunale un piano che indica tempi e modalità per uscire dall'indebitamento. Una volta omologato, il piano vincola tutti i creditori anteriori, anche quelli che non sono d'accordo.

I contenuti del piano sono liberi: si possono prevedere moratorie, dilazioni, pagamenti rateali e la falcidia, cioè il pagamento dei crediti in misura ridotta rispetto al dovuto. L'obiettivo è un rientro realmente sostenibile in base a ciò che il debitore può pagare.

Chi è il "consumatore" (e perché conta)

Qui sta il primo filtro. Per la legge è consumatore la persona fisica che ha contratto debiti per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale o professionale: debiti legati a bisogni personali o familiari (prestiti al consumo, carte revolving, mutuo della casa, spese mediche, e così via).

Se i debiti nascono da un'attività d'impresa o professionale, questa procedura non è percorribile: si guarda allora al concordato minore o alla liquidazione controllata. Nei casi di debiti promiscui (parte personali, parte professionali) la giurisprudenza guarda alla prevalenza: se prevale la natura privata, la domanda è ammissibile.

Il vantaggio decisivo: niente voto dei creditori

È la differenza che rende il piano del consumatore così potente. A differenza del concordato minore, i creditori non votano. Il piano viene omologato dal giudice se è ammissibile e fattibile.

I creditori possono contestare la convenienza del piano (art. 70), ma il giudice può omologarlo comunque quando ritiene che offra ai creditori almeno quanto otterrebbero dalla liquidazione. In altre parole: se il tuo piano è serio e sostenibile, può andare in porto anche senza il consenso di chi deve essere pagato.

Cosa puoi ottenere con il piano

  • Ridurre l'importo dei debiti (falcidia), pagando solo una parte del dovuto.

  • Dilazionare i pagamenti in rate compatibili con il tuo reddito.

  • Sospendere le azioni esecutive e cautelari in corso (pignoramenti).

  • Salvare la prima casa: è possibile prevedere la prosecuzione del mutuo ipotecario sull'abitazione principale, continuando a pagarne le rate, con rimessione in termini per quelle scadute.

  • Moratoria fino a due anni per i crediti privilegiati e garantiti (reintrodotta dal Correttivo-ter), con riconoscimento degli interessi legali nel periodo di sospensione.

Unico limite di contenuto: ai creditori con prelazione (es. ipoteca, pegno) va comunque garantito un valore almeno pari a quello del bene su cui insiste la garanzia.

La meritevolezza e il "merito creditizio"

Per accedere serve la meritevolezza, ma dopo le riforme la soglia si è attenuata: oggi è preclusiva solo l'assenza di colpa grave, malafede o frode nella formazione dell'indebitamento. La semplice colpa lieve non impedisce più l'accesso. Chi si è indebitato per eventi della vita (perdita del lavoro, malattia, riduzione del reddito) di norma supera questo vaglio.

C'è poi un elemento spesso decisivo a favore del debitore: il merito creditizio (art. 68, co. 3). Il giudice valuta se il finanziatore, al momento di concedere il prestito, abbia verificato la reale capacità di rimborso del cliente. Se la banca o la finanziaria ha erogato credito in modo imprudente, la sua posizione può esserne penalizzata. Il parametro di riferimento è l'assegno sociale moltiplicato per il coefficiente della scala di equivalenza ISEE.

Come funziona, passo dopo passo

  1. Rivolgersi a un OCC del circondario del Tribunale competente, che nomina un gestore della crisi.

  2. Analisi della situazione: il gestore raccoglie ed esamina documentazione economica e patrimoniale (con il Correttivo-ter accede alle banche dati pubbliche senza autorizzazione del giudice). Vanno indicati anche gli atti di disposizione degli ultimi cinque anni.

  3. Redazione del piano e della relazione particolareggiata dell'OCC, che attesta cause dell'indebitamento, meritevolezza e fattibilità.

  4. Deposito della domanda in Tribunale.

  5. Sospensione delle azioni esecutive e cautelari.

  6. Omologazione del giudice, che verifica ammissibilità, fattibilità e risolve eventuali contestazioni.

  7. Esecuzione del piano secondo tempi e modalità omologati; al termine, i debiti residui sono cancellati.

Piano del consumatore, liquidazione controllata o concordato minore?

  • Piano del consumatore: sei un consumatore (debiti personali/familiari) e hai un reddito che permette un rientro sostenibile; proponi un piano, lo omologa il giudice, non vendi tutto e spesso salvi la casa.

  • Liquidazione controllata: la via liquidatoria; si mette a disposizione il patrimonio, lo vende un liquidatore e dopo max tre anni arriva l'esdebitazione. Vai alla guida.

  • Esdebitazione dell'incapiente: non hai alcun bene né reddito aggredibile; cancellazione a costo zero, una sola volta. Vai alla guida.

  • Concordato minore: riservato a imprenditori e professionisti (non al consumatore), con voto dei creditori.

Individuare la procedura giusta è il primo passo: sbagliarla significa veder rigettata la domanda.

Domande frequenti

Con il piano del consumatore posso ridurre quanto devo?

Sì. Il piano può prevedere la falcidia dei crediti, cioè il pagamento in misura ridotta, purché sostenibile e conveniente per i creditori rispetto alla liquidazione.

I creditori devono essere d'accordo?

No. Non c'è voto. Il piano è omologato dal giudice; i creditori possono solo contestarne la convenienza.

Posso salvare la casa con il mutuo?

In molti casi sì: il piano può prevedere la prosecuzione del mutuo ipotecario sull'abitazione principale, continuando a pagare le rate.

Chi può usare il piano del consumatore?

Solo il consumatore: la persona fisica con debiti contratti per scopi personali o familiari, non per attività d'impresa o professionale.

Si fermano i pignoramenti?

Sì. Con la procedura le azioni esecutive e cautelari vengono sospese.

Vuoi sapere se il piano del consumatore fa per te?

Piano del consumatore, liquidazione controllata, concordato minore o esdebitazione: la procedura giusta dipende dai tuoi debiti, dal tuo reddito e dal tuo patrimonio. Una valutazione iniziale chiarisce subito la strada.

Oppure contattaci per parlare con un consulente specializzato della tua zona.

Contenuto aggiornato a giugno 2026, alla luce del Correttivo-ter (D.Lgs. 13 settembre 2024, n. 136). Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono una consulenza professionale sul caso concreto.

 
 

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