Concordato Minore: La Procedura per Imprenditori e Professionisti Sovraindebitati
- Sovraindebitamento

- 22 giu
- Tempo di lettura: 4 min
In breve: il concordato minore (artt. 74-83 del Codice della Crisi) è la procedura di sovraindebitamento riservata a imprenditori minori, professionisti e altri debitori che non sono consumatori. Permette di proporre ai creditori un piano — spesso per proseguire l'attività — con dilazioni e riduzione dei debiti. A differenza del piano del consumatore, qui i creditori votano: la proposta è approvata se raggiunge la maggioranza dei crediti ammessi al voto, e poi viene omologata dal Tribunale.
È lo strumento pensato per chi vuole salvare l'impresa o la professione senza passare per la liquidazione. Ecco come funziona.
Cos'è il concordato minore
È una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, di natura negoziale: il debitore, assistito da un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), presenta ai creditori una proposta per regolare la propria esposizione. La proposta ha contenuto libero — può prevedere dilazioni, stralci (falcidia), soddisfacimento anche parziale dei crediti e la suddivisione dei creditori in classi.
Si distingue dal piano del consumatore per due ragioni fondamentali: si rivolge a chi non è consumatore e richiede il voto dei creditori.
Chi può accedere (e chi è escluso)
Possono accedere i debitori in stato di sovraindebitamento indicati dall'art. 2, co. 1, lett. c) CCII:
professionisti
imprenditori minori (sotto le soglie della liquidazione giudiziale)
imprenditori agricoli
start-up innovative
altri debitori non assoggettabili a liquidazione giudiziale o coatta amministrativa
È espressamente escluso il consumatore, al quale è riservato il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Sono inoltre richiesti alcuni requisiti di accesso: non aver beneficiato dell'esdebitazione nei cinque anni precedenti, non averne già usufruito due volte e non aver compiuto atti in frode ai creditori.
Continuità o liquidatorio: due strade
L'art. 74 prevede due varianti:
Concordato minore in continuità — la forma prevalente e più incentivata: prevede la prosecuzione dell'attività imprenditoriale o professionale. È la via per chi vuole continuare a lavorare e pagare con i flussi futuri.
Concordato minore liquidatorio — ammesso solo quando è previsto l'apporto di risorse esterne (finanza di terzi) che aumenti in misura apprezzabile ciò che i creditori otterrebbero. Senza un miglioramento concreto rispetto alla liquidazione, la proposta non viene ammessa al voto.
Il voto dei creditori: il cuore della procedura
È la differenza che separa il concordato minore dal piano del consumatore. Qui i creditori votano.
La proposta è approvata dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto (art. 79).
Vige il silenzio-assenso: il creditore che non si esprime nel termine è considerato consenziente.
Quando ci sono classi di creditori, servono regole aggiuntive sul raggiungimento della maggioranza; la formazione delle classi è obbligatoria per i creditori con garanzie prestate da terzi.
Sono esclusi dal voto i creditori in conflitto d'interessi.
Raggiunta la maggioranza, la parola passa al Tribunale.
L'omologazione e cosa succede se il piano non passa
Il Tribunale omologa il concordato verificandone ammissibilità, fattibilità ed equità, e risolvendo le contestazioni. Il suo controllo è sempre presente: il Correttivo-ter ne ha rafforzato il ruolo, per evitare abusi e tutelare i creditori privilegiati.
Se la maggioranza non viene raggiunta o l'omologa è rigettata, non tutto è perduto: su istanza del debitore, il giudice può disporre l'apertura della liquidazione controllata. Vai alla guida sulla liquidazione controllata.
Le novità del Correttivo-ter
Il D.Lgs. 136/2024 è intervenuto sugli artt. 74 e 75, tra l'altro:
introducendo (art. 75, co. 2-bis) la possibilità di continuare a pagare le rate del mutuo sulla prima casa, se ciò non lede gli altri creditori — un'apertura importante per salvare l'abitazione;
rafforzando il controllo del Tribunale su fattibilità ed equità del piano;
chiarendo i requisiti per ridurre le ambiguità emerse nella prima applicazione.
Resta inoltre possibile, quando più membri della stessa famiglia sono sovraindebitati, presentare procedure familiari congiunte (art. 66).
Come funziona, passo dopo passo
Incarico all'OCC del circondario del Tribunale competente, che nomina un gestore della crisi.
Predisposizione di proposta e piano, con la documentazione richiesta dall'art. 75 (a pena di inammissibilità) e la relazione del gestore, che valuta anche il merito creditizio dei finanziatori.
Deposito della domanda e richiesta di misure protettive (sospensione delle azioni esecutive e cautelari).
Decreto di apertura: il giudice fissa il termine entro cui i creditori comunicano adesione o contestazioni.
Voto dei creditori e calcolo delle maggioranze (art. 79).
Omologazione del Tribunale.
Esecuzione del piano; al termine, per il debitore persona fisica, l'esdebitazione dai debiti residui.
Concordato minore, piano del consumatore o liquidazione controllata?
Concordato minore: sei un imprenditore, un professionista o comunque non un consumatore, e vuoi proporre un piano (spesso per continuare l'attività). I creditori votano.
Piano del consumatore: i tuoi debiti sono personali/familiari; niente voto, decide il giudice. Vai alla guida.
Liquidazione controllata: la via liquidatoria, anche come esito se il concordato non passa. Vai alla guida.
Esdebitazione dell'incapiente: non hai nulla da offrire, cancellazione a costo zero. Vai alla guida.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra concordato minore e piano del consumatore?
Il concordato minore è per chi non è consumatore (imprenditori, professionisti) e prevede il voto dei creditori. Il piano del consumatore è per i debiti personali/familiari e non richiede alcun voto.
I creditori devono approvare il concordato minore?
Sì. Serve la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Chi non risponde nei termini è considerato consenziente (silenzio-assenso).
Posso continuare la mia attività?
Sì, è proprio l'obiettivo del concordato minore in continuità, la forma più incentivata dalla legge.
Posso salvare la prima casa?
Con il Correttivo-ter è possibile prevedere di continuare a pagare le rate del mutuo sulla prima casa, purché non si ledano gli altri creditori.
Cosa succede se il concordato non viene approvato?
Su istanza del debitore, il giudice può aprire la liquidazione controllata.
Vuoi capire se il concordato minore fa per te?
Concordato minore, piano del consumatore, liquidazione controllata o esdebitazione: la procedura giusta dipende dalla tua posizione (consumatore o impresa), dai debiti e dalle prospettive dell'attività. Una valutazione iniziale evita errori.
Oppure contattaci per parlare con un consulente specializzato della tua zona.
Contenuto aggiornato a giugno 2026, alla luce del Correttivo-ter (D.Lgs. 13 settembre 2024, n. 136). Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono una consulenza professionale sul caso concreto.
